Era il 1997 quando con gli occhi increduli da 16enne vidi per la prima volta su VideoMusic (non MTV) un video con protaganista il cofano di un auto che rincorreva un cristiano terrorizzato, in una strada tetra e silenziosa. Fu così che conobbi i Radiohead e il giorno dopo recuperai subito OK Computer.
Sono passati anni da allora e sono trascorsi diversi generi musicali in heavy rotation sulle mie cuffie. Di sottofondo però il gruppone di Thom Yorke è sempre stato presente, dai passaggi elettro di Kid A al ritorno rock di Hail to the Thief.
Dopo 11 anni da quell'incontro televisivo ci siamo buttati nella mischia per apprezzare live il talento del gruppo del millennio, sempre all'avanguardia, 10 anni più avanti rispetto alle altre band alternative e di un altro pianeta rispetto ai gruppi mainstream.
Ed eccoci lì, noi omunculi piccoli piccoli, di fronte a un extraterrestre che ci prende lo stomaco e le budella e ce le rivolta come un calzino, tante sono le sensazioni che ti scatena dentro. Peccato solo per la distanza dal palco, ma probabilmente se fossimo stati più vicini le note sarebbero state spilli troppo appuntiti per i nostri deboli corpi.
