un sacco di invidia

giunta la matura età tre baldi uomini hanno deciso di unire le loro forze alla ricerca dell eden, del lato nascosto dell' oblio. INVIDIA
lunedì, 14 luglio 2008

 
Un disegno perverso e autoritario
di EUGENIO SCALFARI


E' NECESSARIO parlare di giustizia, della legge Ghedini-Alfano in via di velocissima approvazione, dell'emendamento blocca-processi e del suo auspicato smantellamento, del divieto ai giornali di riferire notizie sulla fase inquirente delle inchieste giudiziarie. È necessario ribadire con forza, come ha fatto Ezio Mauro nel suo articolo di venerdì, la vergogna d'una strategia dominata dall'ossessione del "premier" di evitare a tutti i costi e con tutti i mezzi la celebrazione di un processo a suo carico per un reato assai grave corruzione di magistrati) che non rientra nelle sue funzioni ministeriali; un reato infamante di diritto comune sottratto all'accertamento giurisdizionale con un grave "vulnus" dell'eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. Tutto ciò è necessario e bene ha fatto il Partito Democratico ad opporsi con fermezza al complesso di questi atti legislativi, inaccettabili sia nel merito sia nelle procedure e nella tempistica che li hanno caratterizzati. Ma c'è un aspetto della situazione ancora più grave perché va al di là del caso specifico della denegata giustizia riguardante Silvio Berlusconi. E riguarda il mutamento in corso della Costituzione materiale.
Si sta infatti verificando dopo appena due mesi dall'insediamento del governo un massiccio spostamento di potere verso la figura del "premier" e del governo da lui guidato, un'intimidazione crescente nei confronti della magistratura inquirente e giudicante, una vera e propria confisca del controllo parlamentare di cui gli attori principali sono gli stessi presidenti delle due assemblee e la maggioranza parlamentare nel suo complesso. Non si era mai visto nei sessant'anni di storia repubblicana un Parlamento così prono di fronte al potere esecutivo che dovrebbe essere sottoposto al suo controllo.
Le Camere si sono di fatto trasformate in anticamere del governo, i loro presidenti hanno accettato senza fiatare che decreti firmati dal capo dello Stato per ragioni di urgenza fossero manomessi da emendamenti indecenti e non pertinenti, disegni di legge dei quali il capo dello Stato aveva rifiutato la decretazione per evidente mancanza dei presupposti di urgenza sono stati votati in quarantott'ore invertendo l'ordine dei lavori e l'intera agenda parlamentare.
Lo ripeto: qui non emerge soltanto l'ossessione dell'imputato Berlusconi, emerge un mutamento profondo ed estremamente pericoloso della Costituzione materiale della Repubblica, che avvia la democrazia italiana verso forme autoritarie, affievolisce l'indipendenza e lo spazio operativo dei contropoteri, mette in gioco gli istituti di garanzia a cominciare da quello essenziale della Presidenza della Repubblica.
Siamo entrati in una fase politica dominata dall'urgenza, qualche volta reale ma assai più spesso inventata e suscitata artificialmente. L'urgenza diventa emergenza, l'emergenza diventa eccezionalità. Il governo opera come se ci trovassimo in condizioni di stato d'assedio o in presenza di enormi calamità naturali; i decreti si susseguono; i testi dei provvedimenti finanziari sono approvati in nove minuti senza che nessuno dei componenti del governo ne abbia preso visione; la velocità diventa un valore in sé indipendentemente dal merito; la schedatura dei "rom" e dei loro bambini deve essere eseguita a passo di carica; tremila militari debbono affiancare trecentomila poliziotti e carabinieri per dare ai cittadini la sensazione di una minaccia incombente ed enorme e al tempo stesso la rassicurazione dell'intervento dell'Esercito per dominarla.
Questo sta avvenendo sotto gli occhi d'una pubblica opinione sbalordita, ricattata da paure inconcrete e invelenita dall'antipolitica dilagante che provvede ad infiacchirne la responsabilità sociale e il sentimento morale.
* * *
POLITICA
Un disegno perverso e autoritario - Politica - Repubblica.it http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/politica/giustizia-7/disegno-...
1 di 3 13/07/2008 11.02
È pur vero che nell'era globale gli enti depositari a vari livelli di poteri sovrani debbono poter decidere con  appropriata rapidità. La rapidità è diventata addirittura uno dei requisiti di merito delle decisioni poiché la lentocrazia non si addice alla dimensione globale dei problemi. A livello locale, nazionale, continentale, imperiale, la rapidità rappresenta un valore in sé che comporta un'autorità centralizzata ed efficiente. Il paradigma più calzante di questa forma post-moderna di democrazia presidenziale è fornito dagli Stati Uniti, dove il Presidente, direttamente eletto, fruisce di strumenti di alta sovranità e d'un apparato amministrativo che a lui direttamente si rapporta. La democrazia presidenziale cesserebbe tuttavia di esser tale se non fosse collocata in uno stato di diritto fondato sull'esistenza di poteri plurimi reciprocamente bilanciati. Il primo di tali poteri bilanciati è l'autonomia degli Stati dell'Unione, che delimita territorialmente la competenza federale. Il secondo è il Congresso e in particolare il Senato dove il legame elettorale dei senatori con i cittadini dello Stato in cui sono stati eletti è nettamente superiore al legame verso il  partito di appartenenza: partiti liquidi  che hanno piuttosto le sembianze di comitati elettorali finalizzati alla selezione dei candidati piuttosto che alla custodia di ideologie e discipline partitocratiche. In queste condizioni i membri del Congresso e le sue potenti commissioni rappresentano un "countervailing power" di particolare efficacia sia nell'ambito finanziario sia nella nomina di tutti i dirigenti dell'amministrazione federale sia nei poteri d'inchiesta e di ontrollo che non sono affievoliti dalla labile appartenenza ai partiti. Il terzo potere risiede nella Suprema Corte che agisce sulla base dei ricorsi intervenendo sulla giurisdizione e sulla costituzionalità.
Il quarto potere è quello della libera stampa, nella quale nessun altro potere ha mai chiesto restrizioni e vincoli speciali a tutela di istituzioni e di pubbliche personalità. Giornali e giornalisti incorrono, come tutti, nei reati contemplati dalle leggi ma non esiste alcun limite alla stampa di pubblicare notizie su qualunque argomento e qualunque persona, tanto più se si tratti di personaggi pubblici, della loro attività pubblica e dei loro comportamenti privati e privatissimi.
Questo è nelle sue grandi linee il quadro complesso della democrazia presidenziale, ulteriormente arricchito dalla pluralità delle Chiese e dalla libertà religiosa che ne consegue. Non si tratta certo d'un modello statico né di un modello privo di storture, di vizi, di grandi e grandissime magagne; tanto meno di una società ideale da imitare in tutto e per tutto. Ma configura un punto di riferimento importante nell'evoluzione di un centralismo democratico nell'ambito dello Stato di diritto e della separazione bilanciata dei poteri e dei contropoteri. Nulla di simile alla nuova Costituzione materiale verso la quale si sta involvendo la situazione italiana.
* * *
Sbaglierebbe di grosso chi ritenesse che l'involuzione del nostro sistema verso istituzioni di democrazia deformata risparmi l'economia. In realtà essa è la più esposta alle intemperie dell'interventismo pubblico e delle cosiddette politiche creative e immaginose delle quali abbiamo già fatto tristissima esperienza nel quinquennio tremontiano 2001-2006. Quelle politiche sono ritornate all'opera in un quadro internazionale ancor più complesso e preoccupante.
L'esempio che desta maggior allarme è fornito dal caso Alitalia del quale abbiamo più volte parlato e che ora sembra delinearsi in tutta la sua gravità. A quanto risulta dalle più attendibili indiscrezioni fatte filtrare direttamente dall'"advisor" Banca Intesa, si procede verso la formazione di una "nuova Alitalia" che potrebbe utilizzare l'80 per cento delle rotte di volo sul territorio nazionale e del personale di volo e di terra necessario all'esercizio di questa attività. La proprietà della nuova compagnia sarebbe interamente privata e nazionale. Essa non avrebbe più alcun debito poiché debiti, perdite, esuberi di personale sarebbero interamente trasferiti ad una "bad company" o "vecchia Alitalia" che dir si voglia, di proprietà pubblica, avviata alla liquidazione con tutti gli oneri conseguenti.
In uno schema di questo genere il maggior beneficiario è rappresentato dai proprietari di Air One, società sostanzialmente fallita che scaricherebbe i suoi debiti e le sue perdite nella "bad company" e percepirebbe quote azionarie della "new company": un salvataggio in piena regola a carico del danaro pubblico. Molti altri aspetti assai dubitabili si intravedono in questo progetto, lo sbocco del quale sarebbe una compagnia regionale del tipo della Sabena o della Swiss Air, risorte sulle ceneri di un fallimento per servire un mercato poco più che regionale. Se questo accadrà, l'opinione pubblica e i dipendenti di Alitalia avranno modo di misurare il danno che la sconsiderata condotta di Berlusconi-Tremonti ha procurato al Paese.

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2 di 3 13/07/2008 11.02
trattativa con Air France senza alcun piano alternativo e agitando lo specchietto per allodole della
Compagnia di bandiera.
* * *
Tiene ancora banco la disputa tra Tremonti e Draghi sulla "Robin Hood Tax". Nella recente riunione dell'Abi (Associazione bancaria italiana) il ministro e il governatore erano entrambi presenti e parlanti. I giornali hanno riferito in dettaglio lo scontro - peraltro assai sorvegliato nelle forme - che si è verificato tra i due, col governatore che ha battuto sulla necessità di evitare che la "Robin Tax" si traduca in un aggravio dei costi dell'energia e dell'attività bancaria e il ministro che difendeva la sua figura di difensore dei ceti deboli e di severo tassatore dei profitti speculativi. "Prima si tassavano gli operai che non potevano certo trasferire su altri le loro imposte" ha detto ad un certo punto il ministro dell'Economia guardandosi fieramente intornocome gli capita di fare quando pensa d'aver inferto un colpo dritto al petto dell'avversario.
Prima si tassavano gli operai. I lavoratori dipendenti. Certo, è così. È stato sempre così perché i lavoratori dipendenti sono stati la sola categoria sociale che ha pagato le tasse per intero, salvo dover accettare d'immergersi nel precariato del lavoro nero con tutto ciò che ne consegue sia sul piano salariale sia sulle protezioni antinfortunistiche e le provvidenze sociali. Prima si tassavano gli operai. Perché il ministro usa l'imperfetto storico? Ora non si tassano più? Al contrario: ora si tassano ancora più di prima. Basta scorrere le cifre uscite dall'Istat appena due giorni fa. Il peso dell'Irpef è in aumento e, all'interno del gettito dell'imposta personale, è in aumento l'onere dei
lavoratori in genere e di quelli dipendenti in particolare. Prima si tassavano? Mai come adesso sono tassati, onorevole Tremonti ed è proprio lei a farlo. Perciò non usi l'imperfetto storico perché il tema è terribilmente presente (e futuro).
* * *
Lo stesso Tremonti ha presentato nei giorni scorsi a Bruxelles il suo documento sull'importanza della speculazione nell'aumento dei prezzi dell'energia e delle "commodities". Avrebbe dovuto essere, nelle aspettative del ministro e dei tanti giornali che gli fanno coro, una sorta di marcia trionfale. Invece è statoun flop né poteva essere altrimenti per le tante ragioni che abbiamo elencato domenica scorsa. Le autorità europee hanno cortesemente messo in dubbio che l'aumento dei prezzi derivi dalla speculazione (la stessa osservazione ha fatto Draghi nella riunione dell'Abi sopra ricordata), hanno messo in dubbio che si possa dimostrare una collusione tra operatori e infine hanno messo in dubbio che l'Europa abbia strumenti adeguati per intervenire sul mercato delle "commodities" e del petrolio che si svolge per la maggior parte su piazze extraeuropee.
Questa storia della speculazione peste del secolo è un modo come un altro di suscitare un nemico esterno immaginario e distrarre l'attenzione da realtà assai più rilevanti e preoccupanti. Così il governo affronterà un durissimo autunno. Ora anche la Marcegaglia è "estremamente preoccupata" dal calo di produzione industriale dello scorso maggio e di quanto ancora si prevede per giugno e per i mesi successivi. Ma non lo sapeva, non lo prevedeva, non era nei segnali delle sue antenne, gentile presidente di Confindustria? Il clima era buono fino a un paio di settimane fa, diceva lei. Dunque una brutta sorpresa, un fulmine a ciel sereno? Stia più attenta, signora Marcegaglia: questa è roba seria e non ci si può impunemente distrarre.

(13 luglio 2008)
Divisione La Repubblica

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mercoledì, 09 luglio 2008

E che ve lo dico a fare

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mercoledì, 25 giugno 2008

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sabato, 21 giugno 2008

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domenica, 18 maggio 2008

OK...  Riccardo è fuso

stasera lho visto mano nella mano.... ed ha il sorriso da ebete!.....ma va bene cosi...noi gli vogliamo bene anche in queste situazioni in cui è meno nazzista e più umano!

che bella la vela!
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sabato, 22 marzo 2008

un po di saggezza metropolitana

Visto che siamo in clima pasquale...il Papa dice cazzate e non fosse mai che si schierasse contro la Cina e a favore della situazione Tibetana ( anche qui...non che fossero proprio dei santi i tibetani, visto che fino a 40 anni fa il concetto del "servo della gleba" era cosa attuale),  mi sembrava carino inserire due video che ne sanno un bel po, il primo sulla bertè al rientro da San Remo, e il secondo sulla Cortellesi che fa la Santanchè ( questo è eccezionale)

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mercoledì, 30 gennaio 2008

The magic Bus

partendo dal concetto che "LA FELICITA' E' TALE SOLO SE CONDIVISA" ieri sera ho visto "INTO THE WILD". Una storia assurda.....ma in fondo il sogno segreto un po di tutti quanti, libertà estrema con estreme conseguenze, prendere e partire....poi verso dove, non si sa!


Non amo gli "Amari"...sarà che nell ambiente per una cosa o per l altra li odiano un po tutti...ma per vecchie storie di funky rap.... a parte ciò mi ronzano sempre nell orecchio, causa Riccardo che li mette sempre e comunque... va beh il concetto è che se effettivamente " giocassimo e basta", o meglio e se effettivamente potessimo giocare e basta senza badare e pensare alle conseguenze di qualsiasi cosa, senza dover pensare a cosa implica un gesto o una parola e quindi vivere le cose in maniera più pacata, in piena libertà. Beh..la risposta la conosco da solo...sono abbastanza razionale e intelligente da saperla...ma è un peccato non potersi lasciare e fottersene di tante cose....
Ieri notte circa alle 2 pensavo a questo...tornando a casa a piedi dopo aver parcheggiato le macchina.. capirai..di notte, senza nessuno in giro con i semafori che lampeggiano in arancio, luce intensa e gialla accentuata dalla nebbiolina...se poi abbiamo l' Ipod a palla con su i Coldplay....il pensiero e la riflessione sono automatici. Una sottile linea di tristezza era in me in quel momento...tanti pensiere, tante risposte che non mi piacciono... va beh... secondo me devo smettere di sentire i Coldplay e pompare a manetta i MIllencollin...forse sarebbe meglio!... parafrasando riccardo...ma se la smettessimo di pensare e ragionare........
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sabato, 26 gennaio 2008

Tanto per nonfare troppo i giovani

...questa volta mi sembra giusto raccontare un po di questi tre giorni. Con l'impavido Sandrino ( mio compagno di lavoro)...e la mia super fantastica Glamour Twingo vinaccia con i suoi interni in alkantare vinaccia....in piu o meno due giorni ci siamo fatti circa 1400 km facendo Milano-Viterbo-Frosinone-Ancona-Milano... arrivo a MIlano alle 11 00 lesso al punto giusto...ma sti cazzi mi dico...se campa una volta sola no!'..quindi doccia chiamata e uscita....incontro chi di dovere in culo ai lupi in un luogo che nemmeno sulla mappa ci sta.....la mappa me la sono fatta io su uno scottex dopo averla copiata da google map ( santo TOM TOM.....arriverai lo so che arriverai..)...quindi Seven con una ottima bottiglia di vino...bei discorsi, messa in chiaro di cose...il che mi ha fatto un sacco di piacere....quindi CASA 139...due ottimi Negroni ( sbagliati però)....e quindi festa... morale torno a casa ad rorario improbabile e adesso sono sul divano leggendo La Banda Bellini con sottofondo i Digitalism ( che come è noto sono propedeutici per la lettura)....aspetto la sette....Pogo...gran bella canzone. Per non farci mancar nulla...visto che se campa una volta solo...con Riccardo domani andiamo a confrontarci con i pro a Cervinia.
CHE BELLA LA VELA
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venerdì, 18 gennaio 2008

Commosso dalla situazione politica italiana.....ho deciso di iscrivermi ora...perchè ce nè bisogno.....
 all UDEUR.
Per voi tutti umili italiani.... vi dedico gli inni dell'UDEUR...CHE BELLA LA VELA!!!!!

AL CENTRO SIAMO NOI

Un'idea, la speranza, un progetto per
costruire, migliorare, la realtà con te.
Fare centro nel paese, dentro i cuori della gente per ridare serenità.
La certezza del domani, il futuro che tu vuoi con noi presto verrà.

Sì, verrà... sì, verrà... sì, verrà... presto vedrai verrà...
UDEUR verrà! UDEUR verrà! UDEUR! UDEUR verrà
UDEUR verrà! UDEUR verrà! UDEUR! UDEUR una nuova realtà!

Riprendiamo gli ideali, la fiducia nel domani,
i valori che sono al centro di noi tutti e della società.
La difesa della vita, la certezza nel domani il sorriso di chi sa
ritrovare dentro al cuore il senso vero delle cose, una più profonda verità.

Cambierà... cambierà... nuova luce splenderà (il futuro che tu vuoi, verrà)
verrà... verrà... verrà... presto vedrai verrà...
UDEUR verrà! UDEUR verrà! UDEUR! UDEUR verrà
UDEUR verrà! UDEUR verrà! UDEUR! UDEUR presto vedrai verrà!
UDEUR verrà! UDEUR verrà! UDEUR! UDEUR verrà
UDEUR verrà! UDEUR verrà! UDEUR! UDEUR una nuova realtà!


io aggiungerei come non cummuoverci dopo tutto ciò.

L’UDEUR DEI GIOVANI

Si sente un forte vento che precede un cambiamento da un po’
Un giovane fermento sta prendendo il sopravvento e perciò
Unisciti alla festa dove al centro sei tu
Per dare un contributo a ciò in cui credi di più
La porta è sempre aperta per te
Non serve neanche bussare…

L’Udeur dei giovani guarda al futuro
Siamo ragazzi con amore sincero
Per la democrazia e per l’autonomia
Per la famiglia ed il diritto al lavoro
L’Udeur dei giovani è un punto d’incontro
Dove le strade si incrociano al centro
E il centro è sempre il motore per un paese migliore
Che miglioriamo grazie al confronto
Se studi o se lavori, con famiglia oppure soli che fa’
Qui siamo tanti cuori che si battono per la libertà
Unendo l’energia arriveremo lontano
Mattone su mattone costruiamo il domani
L’unione fa la forza lo sai
Vedrai non ti pentirai


Se volete ascoltarli...e ne vale la pena.... ecco i link:

AL CENTRO SIAMO NOI
L’UDEUR DEI GIOVANI
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domenica, 13 gennaio 2008

Per non dimenticare

Quando questi due soggetti....di nome uno CIacciu e l'altro Riccardo...si sono presentati a Jakarta inqueste condizioni....potete immaginare lo sguardo delle persone. Ciacciu è scandaloso...non vi dico come lo ha guardato la guardia di finanza...


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sabato, 12 gennaio 2008

Auguri di Buon anno a tutti!!!!

Mi scuso se non ho vi ho fatto gli auguri di buon anno prima.....ma purtroppo ero troppo impegnato a fare Surf a Bali!!!!

Auguri di Buon Anno ragazzi!!







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martedì, 08 gennaio 2008

La wii in tre


In viaggio ho letto, anzi in questo caso direi proprio ho divorato questo romanzo: "La Briscola in cinque, Malvaldi Marco, Sellerio editore Palermo". (gentilmente offerto dal socio Bui Riccardo che in questo periodo della sua vita è molto legato alla lettura.......)
Insomma....siamo a gennaio 2008, circa un anno fa siamo entrati nella nuova casa, casa generatrice di invidia da cui nasce il nome del blog. In un anno credo che i singoli assetti siamo cambiati, tutti e tre i componenti della casa hanno fatto notevoli upgrade, chi con cambi di posizioni e di salari e chi con ampliamenti del portfolio aziendale. Non nego che dopo gli entusiasmi iniziale fosse un po’ un salto nel buio questo assetto casalingo, vuoi o non vuoi persone differenti...ok amici, ok più o meno con gli stessi interessi alla base, ma anche con comportamenti eterogenei che avrebbero potuto portare all’ acuire le discordanze.
Fatto sta che la nostra profonda intelligenza (.....ma dove!!??) ancora non è sfociata in nulla di quanto pensato al inizio, e anzi...mi sembra che le cose vadano bene, la comunità funzioni e giochiamo alla wii, per l’appunto in tre.
Parchè la briscola in cinque...beh perché come ho scoperto leggendo ( in quanto non sono un giocatore di carte..anzi sono proprio l'antitesi...) la briscola in cinque sembra essere particolarmente piacevole, avvincente...piena di trucchi e di inganni....una cosa che ti pompa insomma...o che avrei detto prima del mio imposto processo di maturazione.... che è talmente figa che ti manda alla somara gravida.
L'assetto della casa, un assetto che si basa sulla triangolazione tra finanza, gestionale e creatività credo che abbia giovato a tutti...chi prende e chi da...chi ci rimette e chi ci guadagna...ma alla fine è giusto cosi. quindi da qui il paragone con la briscola in cinque che io ho rinominato la wii in tre, in quanto acquisto comune della casa; la wii in tre...un intreccio di tre persone differenti, coglione al punto giusto che cercano di pompare di brutto e che apprendono e si confrontano alla base, ossia Via Malpighi 2007.
Se non si capisce un cazzo di quello che vorrei dire....beh è assolutamente normale
!


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